SESSIONE INVERNALE 

 

Come ormai noto la situazione degli esami s'è complicata in breve tempo a causa di una ragione giuridica e di una ragione sanitaria. La decisione del Garante della Privacy di vietare gli strumenti di proctoring per sostenere le prove ha infatti portato a scelte obbligate per quanto riguarda gli esami scritti. La recrudescenza della pandemia ha invece condotto la governance ad una scelta che non trova il nostro pieno appoggio: riteniamo, infatti, che precludere la possibilità a tutti gli studenti di sostenere gli esami orali in presenza sia un deciso passo indietro. La possibilità di confronto con i propri compagni e professori, anche durante il momento dell'esame, rappresenta un elemento fondamentale dell'esperienza universitaria, e solo la modalità in presenza permette di viverlo fino in fondo. Crediamo che si possa estendere la deroga dalla "presenza" alle categorie più fragili, senza per questo togliere la possibilità a tutti. Dovremmo aver imparato da questi due anni a gestire le situazioni critiche in modo più flessibile: la dimensione prioritaria è quella della presenza, e gli strumenti che già abbiamo ci devono permettere di prevedere il doppio canale per tutti coloro che sarebbero in difficoltà a venire in presenza. È quello che si sta facendo sulla scuola: non vedo perché l’università debba essere da meno.  

 

MODALITÀ A DISTANZA: QUALE FUTURO? 

 

Per quanto riguarda il mantenimento della modalità a distanza anche una volta terminata l’emergenza sanitaria, crediamo che l’esperienza di formazione universitaria si realizzi pienamente solo all’interno di una trama di rapporti: con i propri docenti, con i compagni di corso, con tutti coloro che compongono la nostra comunità accademica. Perché questo accada sicuramente è necessario tornare al più presto a vivere l’università in presenza. Ad alcune condizioni: anche attraverso i fondi che ci verranno dal PNRR l’Ateneo sappia ripensare e ampliare i propri spazi perché davvero possano favorire il crescere di occasioni di condivisione e di relazioni. Se infatti non si sa dove studiare, dove mangiare, o dove seguire le lezioni, diventa difficile sfruttare l’opportunità di essere in presenza. 

Per quanto concerne la didattica, questi mesi di pandemia ci hanno insegnato che la tecnologia talvolta può favorire una comunicazione più diretta ed efficace, oltre che metterci in contatto con persone che altrimenti non potremmo raggiungere. Pertanto abbiamo chiesto un tavolo con la Prorettrice alla Didattica per capire insieme le modalità con cui l’esperienza fatta ci può aiutare a rinnovare le metodologie di insegnamento. 

Non vogliamo usare la Didattica a distanza come una scorciatoia, nemmeno per le situazioni di disagio: se c’è uno studente che ha difficoltà economiche la risposta non è la didattica a distanza, ma più diritto allo studio, più borse, più residenze e più spazi in università, altrimenti rischiamo di creare studenti di serie A, che si possono permetter di fare un’esperienza universitaria in presenza, e studenti di serie B che si devono accontentare delle sole lezioni seguite da casa.

 

 

Certamente il Covid ci ha mostrato come nessuno possa fare a meno degli altri. Condividere lo studio e le proprie passioni e, insieme, costruire la realtà che frequentiamo tutti i giorni, è un’esperienza che non ha paragoni.

Guglielmo Mina

Rappresentante in CdA con Obiettivo Studenti 

Presidente della Conferenza degli Studenti