Abolizione del numero chiuso a medicina

Abolizione del numero chiuso a medicina

Soluzioni reali, non bombe a orologeria!

L’attuale sistema di accesso alla facoltà di Medicina è problematico, non è meritocratico, è troppo stringente e colmo di incongruenze. Ma è davvero sensato superare il numero chiuso?

Nel comunicato stampa pubblicato domenica sera dopo la seduta del Consiglio dei Ministri, si legge la volontà del “governo del cambiamento” di abolire il test d’ingresso a Medicina. Poche ore dopo, il ministro Bussetti, afferma di non saperne nulla: è caos all’interno del Miur e del Ministero della Salute. Subito dopo arriva la smentita ufficiale: il presidente Conte precisa che si tratta di un “obiettivo politico di medio periodo”, per il quale si avvieranno tavoli tecnici con le autorità competenti e, tramite un percorso graduale, si potrà arrivare al superamento del numero chiuso.

Nonostante continuino a rimettere al centro del dibattito politico la formazione dei giovani medici,  le intenzioni di palazzo Chigi, generano esclusivamente maggiore confusione.

Afferma Luca Galli, vicepresidente del CNSU:

Oggi non servono facili proclami, serve aprire una seria discussione con le rappresentanze studentesche e le associazioni di giovani medici sulla formazione post-lauream. Con il CNSU abbiamo appena richiesto un aumento ingente delle borse di specializzazione, in risposta al fabbisogno crescente del numero di medici.

Continua Andrea Ceriani, presidente del CLDS:

È necessaria una programmazione corretta e strutturale, di concerto tra MIUR e MISS, che promuova sia modifiche legislative e finanziamenti al fine di aumentare i posti disponibili all’ingresso, siaun importante investimento sui contratti  per la formazione specialistica in modo da riuscire, finalmente, a coprire il fabbisogno di medici del nostro Sistema Sanitario Nazionale.

Tutto ciò che eccede il fabbisogno si risolve in uno spreco di risorse, di intelligenzee talenti.

Nessuna programmazione, infatti, nemmeno la più dettagliata e articolata, potrà mai superare questo scoglio. Chiedere l’abolizione del numero chiuso altro non è che un ideologico slogan politico-elettorale. Serve realismo: che ne sarà dei medici laureati che non avranno a disposizione la borsa di specializzazione? E se anche le borse aumentassero in misura tanto consistente da coprire tutti i laureati, quale sarà il futuro possibile per tutti quei medici specializzati che non avranno alcuna speranza di seguire la propria vocazione per mancanza di posti di lavoro?

Conclude Ceriani, presidente del CLDS:

È necessario che il Governo faccia il possibile per garantire la presenza di tutti i medici di cui il nostro Paese ha bisogno. È ugualmente fondamentale che l’accesso alla facoltà sia strutturato in maniera tale da garantire costantemente un livello di qualità elevato nella formazione dei nostri futuri medici.

La sfida, per noi studenti e per la Politica, è cercare soluzioni in grado di rispondere alla realtà attuale al fine di assicurare alta formazione di base percorsi di specializzazione di qualità per tutti coloro che legittimamente aspirano alle professioni mediche. Non è un problema che si risolve eliminando il test o aumentando i numeri degli iscritti, ma solo iniziando a lavorare per davvero, senza nascondersi dietro facili proclami.

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