Trasferimento Scienze a EXPO, Che Fare?

Trasferimento a EXPO, Che Fare?

Lo spostamento del Polo Scientifico a EXPO è un tema divisivo, per questo è necessario fare chiarezza.

Questo progetto nasce per convertire una parte dell’area che ha ospitato l’EXPO2015 in un nuovo Campus Scientifico di UNIMI.

Allo stato attuale NON è stato firmato nessun progetto esecutivo e non esiste una proposta dettagliata riguardo alle strutture. L’unico vincolo su questo versante è il Masterplan, un documento in cui si espongono gli indirizzi generali e si definisce come verranno distribuiti i 150.000 mq dell’area destinata al progetto.

Per la realizzazione mancano due passaggi: la definizione della strategia economica e del progetto.

Le possibili strategie economiche sono due: quella del “mutuo” o quella del “project financing”. Nel primo caso l’università richiederebbe un mutuo alla Banca Europea d’Investimenti per non indebitarsi ulteriormente e gestire internamente la costruzione a livello amministrativo. Nel secondo caso Unimi pagherebbe un canone annuo equivalente ai costi di mantenimento ordinario di Città Studi a un’azienda che si assumerebbe le responsabilità e i rischi della costruzione.

Per quanto riguarda invece la definizione del progetto, la partita è ancora tutta da giocarsi. Il Masterplan infatti stabilisce solo dei principi generali, mentre la definizione concreta di come si intende costruire gli spazi andrà discussa dagli Organi di Governo (Senato e CdA) tenendo conto del fatto che il Masterplan è pensato per essere modificato facilmente.

A livello decisionale gli Organi di Governo di Unimi hanno già votato per il trasferimento, avendo inserito nel piano edilizio la costruzione del Campus e la vendita della sede di Via Noto per spostare Beni Culturali a Città Studi.

In tutto questo, noi studenti, che posizione prendiamo?

La situazione di Città Studi non è idilliaca e rischia di peggiorare, pensare di ristrutturare è un’utopia a livello economico, dal momento che la gran parte dei fondi stanziati per il progetto sono vincolati alla realizzazione del Campus (130MLN di fondi pubblici e 100MLN di fondi dalla valorizzazione di Città Studi) e, anche se fosse possibile, non si risolverebbero i problemi legati alla dispersione delle sedi di alcuni corsi di laurea, né si farebbe fronte al forte aumento di iscrizioni previsto per l’area scientifica nei prossimi anni.

Trasferire il polo scientifico in una sede nuova senza tener conto delle esigenze dei dipartimenti, degli studenti e dei ricercatori calando le decisioni dall’alto non si rivelerebbe certamente un miglioramento a lungo termine della vita dei Corsi di Laurea scientifici. EXPO può essere un’occasione solo se verrà concepita tenendo conto di TUTTE le componenti della vita universitaria. Durante il lavoro su questo tema ci siamo accorti che le perplessità e le domande di ciascuno studente sono una ricchezza irrinunciabile per immaginare una sede migliore. Le criticità che noi vediamo durante le nostre giornate sono diverse da quelle che vedono i professori e viceversa e i bisogni di uno studente di fisica sono sicuramente diversi da quelli di uno studente di biotecnologie o di un ricercatore di chimica. Questa ricchezza di esperienze non può continuare ad essere ignorata!

Il lavoro che attende i rappresentanti è quello di portare la voce e la vita degli studenti di Città Studi nelle decisioni fondamentali che verranno prese nei prossimi mesi riguardo al progetto del Campus.

Come abbiamo intenzione di muoverci?

Vogliamo potenziare il lavoro capillare dei rappresentanti, che in questi anni hanno tentato di rendere trasparente la gestione del progetto per chiarire i termini del progetto e le intenzioni dell’università, e di evidenziare le criticità di cui non si è tenuto conto durante il lavoro.

Sarà un lavoro duro. La situazione attuale di grande tensione nasce dalla mancanza di dialogo tra le parti a causa del modo con cui è stata gestita la faccenda, facendo sostanzialmente calare dall’alto gran parte delle decisioni.

Sarà possibile lavorare in modo efficace solo avviando un dialogo continuo prima di tutto tra noi studenti e l’amministrazione. EXPO sarà un’opportunità per costruire un nuovo progetto insieme, mettendo tutti a disposizione le nostre esperienze per migliorare la nostra vita universitaria.

 

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